Leggermente, come una brezza sul lago,
le mie labbra percorrono il tuo corpo
oggi molto domestico: tu mi stringi
lentamente i capelli, li tormenti di dita
sottili e delicate. Il tuo respiro adesso
assomiglia al volare di un’ala
dentro un cielo di carne. Fuori,
questo inverno che non vuole
morire, nelle giornate del merlo.
Sei nuda come il tronco di un albero
perso nel bosco. Ti riconosco
dalle rondini di voglia che adesso
ti scuotono il tepore del ventre.