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Poesie e racconti
   
 
  Lei, quando sedevamo accanto
 
di Fausto Cerulli

Lei, quando sedevamo accanto

su una panchina a Porta d’Arci,

fingeva di non volere che io

le toccassi il seno; poi,

con un sorriso complice,

mi prendeva la mano e

con essa si accarezzava;

come se fosse lei, a decidere

il come e il quanto del nostro

desiderio. Ed aveva una

specie di trasalimento,

si scopriva nel provare

piacere, e forse pensava

già allora che le carezze

sarebbero durate una

breve estate reatina.

Mi ha detto, dopo tanti

anni, che legge ogni sera

le mie lettere: penso che

lei sia molto sola, adesso:

siamo soli insieme,

senza volerlo.



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03/02/2010