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Poesie e racconti
   
 
  Ah, come sono mobili gli indovinelli
 
di Fausto Cerulli

Ah, come sono mobili gli indovinelli

che riusciamo a risolvere: siamo sempre

sorpresi; ci accorgiamo che erano

semplici assai, o che noi siamo

Edipo; e ci spaventa la sorte,

l’incesto, gli occhi cavati,

Giocasta che resta casta

per accompagnarci a Colono,

e i Tebani che ci guardano

partire esuli, e non muovono

pianto per il loro amato re.

Pensano soltanto a scampare

la peste, come gli algerini

di Camus. Ah, come sono mobili

gli indovinelli che potrebbero

essere, se non risolti,

le domande ancestrali,

le senza risposta.

Ah, come sono facili a dirsi

le parole che senso non hanno

umano.



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03/02/2010