Ah, come sono mobili gli indovinelli
che riusciamo a risolvere: siamo sempre
sorpresi; ci accorgiamo che erano
semplici assai, o che noi siamo
Edipo; e ci spaventa la sorte,
l’incesto, gli occhi cavati,
Giocasta che resta casta
per accompagnarci a Colono,
e i Tebani che ci guardano
partire esuli, e non muovono
pianto per il loro amato re.
Pensano soltanto a scampare
la peste, come gli algerini
di Camus. Ah, come sono mobili
gli indovinelli che potrebbero
essere, se non risolti,
le domande ancestrali,
le senza risposta.
Ah, come sono facili a dirsi
le parole che senso non hanno
umano.