Tu, ragazza, devi spingere il tuo cuore
nei campi, dentro l ‘erba del sesso,
devi avere memoria pronta e nervi
tesi come la corda dei tuoi fianchi,
devi cavalcare le stelle con amore
spietato. Prima che quel fanciullo
muoia, stancato dal baciare
tuo inesperto, devi essergli
amante, portargli freschi petali
di rosa, attendere che lui
ti chieda il nome di quel fiore
e porti il fiore e il nome
nella tomba scavata nella roccia
dove nessuno dice inutili
preghiere. Tu, ragazza, devi
spingere il turgore nascente
del tuo seno contro l’ombra
sua che passa lentamente
in qualche controluce quasi
spento. E devi amarlo assai,
lo devi amare molto, devi
farlo sentire vivo anche
se è morto. Tu, ragazza,
devi darti conforto
di carezze sul grembo ancora
fiore. E non dare il tuo corpo
all’uomo esperto nelle storie
del corpo. Resta vergine sempre,
anche quando sarai puttana.