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Poesie e racconti
   
 
  Io vorrei, per dirla con il poeta russo
 
di Fausto Cerulli

Io vorrei, per dirla con il poeta russo,

che le mie poesie, come oso chiamarle,

parlassero di lotta di classe, cantassero

riunioni di partito, fossero coltelli

puntati razionalmente nel cuore

del capitalismo che odio. Ma io

non ho più fiducia nella mia fiducia

politica, da quando quella ragazza

mi ha chiesto di regalarle una collana

di vere perle, ed io non ho avuto

il coraggio di ucciderla: Compagni,

lo confesso: voglio diventare

un borghese abbastanza ricco:

lei non amerebbe un poeta povero.

Anche se pubblicassi mille e poi

mille libri di versi, non potrei

affittare un appartamento sulla

spiaggia di Mondello: e dunque

voglio scendere a patti, una volta

per tutte, con la mafia che è in me.

Non vi chiedo di perdonarmi,

anzi vi autorizzo ad uccidermi

se riuscirete a fare la grande

rivoluzione vittoriosa. E sono

certo che voi farete la vera

rivoluzione, e con giusta

assenza di pietà mi pianterete

una pallottola nella tempia.

Ma intanto io avrò avuto lei,

la ragazza borghese che tanto

mi assomiglia. Avanti, compagni:

voi non avete bisogno di me,

io ho bisogno di lei.



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29/01/2010