Nei Ds dino allo scioglimento, nel PD vedremo.
E’ il motto con cui alcuni compagni e alcune compagne della sinistra DS hanno deciso di mantenere un impegno in questo partito.
Difficile dire, infatti, cosa sarà il nuovo soggetto politico che dovrebbe nascere dalla fusione di DS e Margherita, stante la conflittualità tuttora latente tra le due formazioni, a partire dai gruppi dirigenti nazionali, e le tante e profonde divisioni e contraddizioni su aspetti fondanti e determinanti di una nuova soggettività politica.
Il permanere, anzi l’acuirsi di frizioni e conflitti sui temi della laicità dello stato e dei diritti civili, sull’appartenenza alla famiglia del socialismo europeo e sulle grandi scelte nell’azione di governo: conflitto di interessi, legge elettorale, pensioni e politiche sociali (tanto per richiamarne alcune), non lasciano presagire niente di buono per il futuro, tuttavia resta difficile per chi da più o meno lungo tempo ha condiviso la vita e la storia di una grande formazione politica nella sua evoluzione dal PCI ai DS, abbandonare la nave in mare aperto perché non si condivide il porto di approdo.
Pur rispettando la scelta di chi ha già avviato un altro percorso, non meno difficile ed incerto, quale quello della riunificazione delle forze a sinistra dei DS, noi non rinunciamo ad un tentativo o, se si vuole, ad un sogno: mantenere a sinistra i DS e ancorare al PSE il futuro Partito Democratico.
Va con sé che a queste condizioni è legata la nostra futura appartenenza a partire dallo scioglimento dei DS del prossimo autunno.
Sulle vicende politico-amministrative locali il contributo che cercheremo di dare, assumendo ruoli e responsabilità negli organismi di direzione comunali e comprensoriali del partito, è quello di un recupero di chiarezza e partecipazione nelle scelte programmatiche e di azione amministrativa, oltre che nella selezione del ceto politico su cui, anche in questa ultima fase, con la sostituzione di tre assessori ed il superamento della crisi al Comune di Orvieto, non si è di certo brillato. Ovviamente ci si riferisce al metodo e non alle persone alla cui stima si accompagnano i migliori auguri di buon lavoro.
Orvieto, l’Orvietano e l’intero territorio provinciale e regionale vivono una fase di grandi difficoltà e di tensioni ma altrettanto grandi sono le opportunità di crescita economica, sociale e civile il cui governo richiede unità e coesione tra le forze di maggioranza, tra le istituzioni e le forze economiche e sociali.
Le nuove articolazioni politiche ed i processi in atto possono costituire una importante occasione di semplificazione e di recupero di efficienza nell’azione amministrativa sia locale che nazionale a patto però che a prevalere siano gli interessi generali e non di ceto politico su cui consumare tragedie politiche e vendette personali come alcuni segnali lasciano purtroppo già presagire.
Fassino e Mussi, al congresso nazionale di Firenze, si sono salutati abbracciandosi e facendosi auguri reciproci di buon lavoro, sicuri che le due strade intraprese si potrebbero nuovamente incontrare e che, comunque, non dovranno dividersi nell’azione di governo locale e nazionale. Noi vogliamo sperare che non resti un solo auspicio e ci adopereremo perché lo stesso clima sia recuperato nel panorama politico-istituzionale locale.
Carpinelli Carlo – Cesari Giorgio - Galanello Fausto - Germani Giuseppe – Grisci Cristina -Moscetti Marco - Urbani Teresa - Vergari Fausto –