In questi giorni le famiglie orvietane sono state raggiunte da una lettera del Sindaco Concina dove egli ci ricorda le pesantissime difficoltà in cui versa il comune di Orvieto, alludendo anche a delle gravi decisioni, che egli non specifica, ma che i vari gruppi politici sarebbero chiamati a prendere e a sostenere nei prossimi tre anni in un inedito quadro politico denominato “Fronte Civico per Orvieto”.
L’iniziativa del Sindaco presenta spunti apprezzabili e condivisibili mentre altri aspetti ci fanno intravedere una sorta di malcelata e sostanziale impotenza dell’esecutivo cittadino nell’affrontare la situazione . Finora, infatti, questa “debolezza” era stata imputata all’esito elettorale cosiddetto dell’ ”anatra zoppa” che priva il Sindaco e la sua squadra della necessaria maggioranza dei voti per aggredire le varie problematiche e risolverle nel modo migliore possibile attraverso opportune delibere di Giunta e votazioni in Consiglio comunale.
Sarà stato per questo che nei primi sei mesi di questa nuova Amministrazione comunale non si è realizzato quel che, perlomeno a molti di noi, appariva pacifico e perfino scontato si potesse apprezzare e cioè:
1) Con una sventagliata di delibere la nuova giunta ha ridotto o eliminato le sacche di sperpero evitando di rinnovare incarichi esterni e negando il ripiano dei conti di tutte le cosiddette partecipate che tanto avevano appesantito le casse comunali nel recente passato ed evitando di continuare a finanziare attività e manifestazioni culturali in conto capitale. Come peraltro e a più riprese aveva richiesto la Corte dei Conti all’amministrazione Mocio.
2) Ha sapientemente evitato di produrre nuovi sperperi rinunciando ad ampliare il numero dei dirigenti apicali della pianta organica comunale e provvedendo a concertare percorsi di riqualificazione e di ricollocazione del personale in esubero che ha consentito di riprendere la gestione diretta di servizi ( beni culturali e parcheggi) i cui guadagni, finalmente, sono tornati a fluire nelle casse comunali a beneficio di tutti gli orvietani.
3) Ha impugnato di fronte alla Legge la truffa dei contratti di finanza derivata liberandosi così dei “vampiri” che succhiavano “sangue” al ritmo di 1 ML di euro all’anno.
4) Ha trovato la giusta via per realizzare la riqualificazione urbanistica e strategica della ex Caserma Piave.
5) Ha elaborato un programma di sviluppo dettagliato, individuando opportunità di investimenti privati e di impiego di risorse pubbliche, capace di dare vita a quella visione di città futura che sin dall’inizio ha alimentato la speranza di un nuovo Rinascimento per Orvieto e il suo territorio.
6) Ha presentato all’attenzione della città, alle forze politiche e sociali, al consiglio comunale uno schema di risanamento del bilancio comunale veritiero, esaustivo e genialmente efficace.
Dunque, sfortunatamente, gli effetti dell’anatra zoppa avrebbero impedito che tutto questo ben di Dio a favore della salute pubblica della città si potesse realizzare, ma siamo proprio sicuri che qualora posti all’O.d.G. questi provvedimenti non avrebbero avuto il consenso di tutti o della maggior parte dei consiglieri di destra e di sinistra?
Non lo sapremo mai! Certo due dati ci spingono a immaginare che l’esito sarebbe potuto risultare positivo. Il primo riguarda la disponibilità ancora in questi giorni ribadita dal PD a collaborare, il secondo è che se si esclude il rinvio-bocciatura del documento intitolato “Il Patto con Roma” il PD non ha mai espresso un voto sensibile contrario in questo Consiglio comunale.
A questo punto si impone di riflettere seriamente su un altro aspetto che non sia quello metodologico o squisitamente politico della cornice istituzionale dove prendere le decisioni ma, piuttosto, quello che investe la reale volontà e la reale capacità, da parte dei soggetti, di individuare le soluzioni e le decisioni da prendere nel concreto pur accogliendo i contributi che possono venire da altri ( L’UDC di Orvieto ha già pubblicato, finora unico tra i partiti, la sua proposta di riequilibrio finanziario).
Questa funzione di governo attiene al Sindaco e alla sua Giunta. Qualunque accordo politico, specie quelli presi a “scatola chiusa” , come sembra delinearsi quello a Orvieto, non può e non deve assurgere a forma suppletiva di governo .
Al contrario all’Assessore al Bilancio al comune di Orvieto Dott. Maurizio Romiti corre l’obbligo istituzionale, politico e morale di elaborare e presentare almeno una proposta di risanamento del bilancio che sia veritiera ed efficace oltre che emendabile e integrabile.
Al Sindaco Concina attiene l’obbligo istituzionale, politico e morale di trarre le conclusioni qualora non scorgesse più le condizioni, non solo numeriche ma anche di merito circa i provvedimenti attesi, per continuare. Del resto anche nella sua lettera agli orvietani egli afferma che non intende avvalersi né della “benevolenza” di consiglieri singoli o “canisciolti” qual si voglia dire, né di tatticismi della giornata per continuare a “galleggiare” nel Palazzo.
Io credo che Toni Concina sia una persona straordinaria che la città di Orvieto può e deve tenersi cara. Credo che questi ultimi sei mesi siano stati straordinariamente utili per la città e per gli orvietani che finalmente hanno riscoperto un approccio pragmatico e benefico alla politica rispetto a quello ideologico e d’appartenenza. Credo che tutti noi abbiamo ricondotto l’attenzione verso il valore della selezione della classe dirigente a cui affidare i nostri affari pubblici.
Con questa consapevolezza, non sarei troppo preoccupato se si dovesse, per qualunque ragione, tornare a votare, in anticipo, per il Comune.