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  A ORVIETO E’ URGENTE GOVERNARE
 
di Massimo Gnagnarini

In questi giorni le famiglie orvietane sono state raggiunte da una lettera del Sindaco Concina dove egli ci ricorda le pesantissime difficoltà in cui versa il comune di Orvieto, alludendo anche a delle gravi decisioni, che egli non specifica, ma che i vari gruppi politici  sarebbero chiamati a prendere e a sostenere nei prossimi tre anni in un inedito quadro politico denominato “Fronte Civico per Orvieto”.

L’iniziativa del Sindaco presenta spunti apprezzabili e condivisibili mentre altri aspetti ci fanno intravedere una sorta di malcelata e sostanziale  impotenza dell’esecutivo cittadino nell’affrontare la situazione . Finora, infatti,  questa “debolezza” era stata imputata all’esito elettorale cosiddetto dell’ ”anatra zoppa” che priva il Sindaco e la sua squadra della necessaria maggioranza dei voti per aggredire le varie problematiche e risolverle nel modo migliore possibile attraverso opportune delibere di Giunta e votazioni in Consiglio comunale.

Sarà stato per questo che nei primi sei mesi di questa nuova Amministrazione comunale non si è realizzato quel che, perlomeno a molti di noi,  appariva pacifico e perfino scontato si potesse apprezzare  e cioè:

1)      Con una sventagliata di delibere la nuova giunta ha ridotto o eliminato le sacche di sperpero evitando di rinnovare incarichi esterni e negando il ripiano dei conti di tutte le cosiddette partecipate che tanto avevano appesantito le casse comunali nel recente passato ed evitando di continuare a finanziare attività e manifestazioni culturali in conto capitale. Come peraltro e a più riprese aveva richiesto la Corte dei Conti all’amministrazione Mocio.

2)      Ha sapientemente evitato di produrre nuovi sperperi rinunciando ad ampliare il numero dei dirigenti apicali  della pianta organica comunale e provvedendo a concertare percorsi di riqualificazione e di ricollocazione del personale in esubero che ha consentito di riprendere la gestione diretta di servizi ( beni culturali e parcheggi)  i cui guadagni, finalmente, sono tornati a fluire nelle casse comunali a beneficio di tutti gli orvietani.

3)      Ha impugnato di fronte alla Legge la truffa dei contratti di finanza derivata liberandosi così dei “vampiri”   che succhiavano “sangue” al ritmo di 1 ML di euro all’anno.

4)      Ha trovato la giusta via per realizzare la riqualificazione urbanistica e strategica della ex Caserma Piave.

5)      Ha elaborato un programma di sviluppo dettagliato, individuando opportunità di investimenti privati e di impiego di risorse pubbliche, capace di dare vita a quella visione di città futura che sin dall’inizio ha alimentato la speranza di un nuovo Rinascimento per Orvieto e il suo territorio.

6)      Ha presentato all’attenzione della città, alle forze politiche e sociali,  al consiglio comunale   uno schema di risanamento del bilancio comunale veritiero, esaustivo e genialmente efficace.

Dunque, sfortunatamente, gli effetti dell’anatra zoppa avrebbero impedito che tutto questo ben di Dio a favore della salute pubblica della città si potesse realizzare, ma siamo proprio sicuri che qualora posti all’O.d.G. questi provvedimenti non avrebbero avuto il consenso di tutti o della maggior parte dei consiglieri di destra e di sinistra?

Non lo sapremo mai! Certo due dati ci spingono a immaginare che l’esito sarebbe potuto risultare positivo. Il primo riguarda la disponibilità ancora in questi giorni ribadita dal PD a collaborare, il secondo è che se si esclude il rinvio-bocciatura del documento intitolato “Il Patto con Roma” il PD non ha mai espresso un voto sensibile contrario in questo Consiglio comunale.

A questo punto si impone di riflettere seriamente su un altro aspetto che non sia quello metodologico o squisitamente politico della cornice istituzionale dove prendere le decisioni ma, piuttosto, quello che investe la reale volontà e la reale capacità, da parte dei soggetti, di individuare le soluzioni e le decisioni da prendere nel concreto pur accogliendo i contributi che possono venire da altri ( L’UDC di Orvieto ha già pubblicato, finora unico tra i partiti, la sua proposta di riequilibrio finanziario).

Questa funzione di governo attiene al Sindaco e alla sua Giunta. Qualunque accordo politico, specie quelli presi a “scatola chiusa” , come sembra delinearsi quello  a  Orvieto,  non può e non deve assurgere a  forma suppletiva di governo .

Al contrario all’Assessore al Bilancio al comune di Orvieto Dott. Maurizio Romiti corre l’obbligo istituzionale, politico e morale di elaborare e presentare almeno una proposta di risanamento del bilancio che sia veritiera ed efficace oltre che emendabile e integrabile.

Al Sindaco Concina attiene l’obbligo istituzionale, politico e morale di trarre le conclusioni qualora non scorgesse più le condizioni, non solo numeriche ma anche di merito circa i provvedimenti attesi, per continuare. Del resto anche nella sua lettera agli orvietani egli afferma che non intende avvalersi né della “benevolenza” di consiglieri singoli o “canisciolti” qual si voglia dire, né di tatticismi della giornata per  continuare a “galleggiare” nel Palazzo.

Io credo che Toni Concina sia una persona straordinaria che la città di Orvieto può e deve tenersi cara. Credo che questi ultimi sei mesi siano stati straordinariamente utili per la città e per gli orvietani che finalmente hanno riscoperto un approccio pragmatico e benefico alla politica rispetto a quello ideologico e d’appartenenza.  Credo che tutti noi abbiamo ricondotto l’attenzione verso il valore della selezione della classe dirigente a cui affidare i nostri affari pubblici.

Con questa consapevolezza, non sarei troppo preoccupato se si dovesse, per qualunque ragione, tornare a votare, in anticipo,  per il Comune.

 



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01/02/2010



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