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  Orvieto è governata da un Ufo

 
di Fausto Cerulli

Ad Orvieto esiste un uomo venuto da Marte. Si chiama Mocio: gli orvietani, stanchi di dire uffa hanno detto ufo, e l’hanno fatto sindaco. Ma lui vive ancora su Marte. Ha deciso di spendere 150.000 euro per allungare di una notte Umbria Jazz, che per quello che offre potrebbe durare anche una notte soltanto e gli orvietani non se ne renderebbero conto; tanto ci guadagnano soltanto gli albergatori dal pianto facile e dalle stanze a cento stelle come prezzi, ed a quattro candele come qualità. Non faccio nomi, non sono tutti della stessa razza albergona. Ma torno a Mocio: se ancora so fare qualche conto, 150.000 euro sono 300 milioni delle vecchie lire . Con l’aria che tira, Mocio si permette di spendere 300 milioni di lire per una notte, alla faccia degli operai che stanno perdendo il posto, alla faccia dei pensionati che prendono 400 euro al mese, se gli dice bene. Alla faccia delle strade che fanno pena, dell’acqua che se la beve tutta la SII e poi la risputa e la fa pagare come fosse champagne: ed è champagne, certo, per i dirigenti della SII.  
Io credo che Mocio sia in buona fede: ma se uno è in buona fede e fa cazzate allora è uno pericoloso; ed è più pericoloso di mille Stefano Cimicchi, che faceva cazzate anche lui, ma sapendo di farlo.

Nulla di personale con Mocio, che è anche simpatico con quella faccia un po’ così da prete soddisfatto dopo messa. E nulla di personale con Umbria Jazz Orvieto, che una volta era una cosa seria, alla portata di tutti, capace di attirare anche giovani senza una lira in tasca, che magari dormivano in un sacco a pelo, scandalizzando l’Orvieto bene, che dorme a pieno vapore di termosifone. Ora Umbria Jazz Winter è diventata un rito da ricchi, gente che si affitta un casale per una settimana a 500 euro al giorno, e che fa finta di essere di sinistra con il maglione in cachemir e i figli nella borsa come i turisti da scena.

E’ a questa gente che Mocio regala una notte di baldoria in più; e dico baldoria perché il livello della manifestazione degrada ogni anno di più: e ti fa rimpiangere il mandolino e la chitarra dei nostri musicisti storici.

Ma Mocio non si accorge della povertà che avanza; dei salari che non bastano più, degli stipendi che si sfilacciano come nuvole al sole: lui pensa ad Umbria Jazz, e se si limitasse a pensarci sarebbero ovviamente affari suoi; ma se per allungare di una notte la squallida kermesse ritiene di spendere 300 milioni di vecchie lire, allora non sono più affari suoi; perché i soldi che spende sono nostri, anche se noi viviamo soltanto il momento del pagare, e la nuova razza padrona vive quello dell’incassare.

Giacché siamo in ballo, Mocio potrebbe anche organizzare una cena di fine anno a 1.000 euro a testa; e se non si trova gente che possa spendere quella somma, poco male; sarà una cena per intimi, vorrà dire che si abbuffano fino a scoppiare. Sempre alla faccia degli operai che perdono il posto, dei pensionati che perdono il pasto, dei disoccupati che non perdono nulla perché non hanno nulla da perdere.

Una volta il Comune di Orvieto era in mano agli alleronesi rampanti, adesso è in mano ai marziani. Faccio una proposta: facciamo pagare il biglietto ai turisti per vedere i marziani dentro il Palazzo Comunale; roba che manco a Venezia; verrà gente da tutto il mondo. Gli ufo tirano sempre: ed Orvieto è la sola città del mondo ad essere amministrata da ufo. 

Altro che miracolo a Milano…



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20/10/2008



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